Poche settimane fa abbiamo festeggiato il primo anniversario dell’uscita di Avengers: Endgame, il capitolo conclusivo di un lungo ciclo di storie che hanno contribuito a dare vita all’Universo Cinematografico Marvel.

Fortunatamente il film è uscito lo scorso anno, e non questo (immaginate dover aspettare ancora di più per scoprire gli eventi successivi allo sconvolgente finale di Avengers: Infinity War), ma riguardandolo ad un anno dal debutto ci si rende conto di quanto la pellicola sembri attuale riguardo ciò che sta succedendo nel nostro mondo.

La bellezza di Avengers: Endgame, a guardarlo oggi, è la sua capacità di offrire un’intrattenimento di qualità ma anche un’ispirazione per affrontare la difficile situazione dovuta all’emergenza sanitaria. Mai come ora il nostro mondo è stato simile a quello dei supereroi che tanto amiamo.

Un mondo post-Snap

Siamo rimasti tutti a bocca aperta davanti al drammatico flash-forward di 5 anni. La Terra è diventata un luogo silenzioso e tetro, in cui metà della popolazione è scomparsa. Erano immagini scioccanti anche prima della pandemia, ma hanno acquisito un nuovo senso dopo averlo vissuto in prima persona.

Le città di tutto il mondo si sono completamente svuotate. Strade vuote, negozi chiusi, serrande abbassate; la vita sembra essersi fermata, seppur non allo stesso modo del film, ma con conseguenze molto simili.

È inquietante notare che, nella vita reale, ci sono ancora meno navi che nel film. L’oceano che bagna la Grande Mela è sempre trafficato e pieno di imbarcazioni, turistiche o commerciali, che attraversano le acque governate dalla Statua della Libertà.

Il dialogo tra Steve Rogers (Chris Evans) e Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) a proposito delle balene nell’Hudson ritrae alla perfezione ciò che sta succedendo nel nostro mondo. Molti animali sono usciti allo scoperto e soggiornano per le nostre strade, anche loro sorpresi dall’anomala assenza dell’uomo.

La skyline di New York City potrebbe sembrare quasi normale, ma agli occhi degli osservatori più attenti sembrerà anomalo vedere molti edifici chiusi e, soprattutto, l’acqua completamente vuota.

E di certo sentiamo la mancanza della Avengers Tower nel nostro mondo.

Non abbiamo molto da aggiungere su queste foto, che parlano da sole… L’effetto è decisamente suggestivo. Se volete vedere com’è il nostro mondo oggi, non c’è bisogno di uscire; basta vedere l’inizio di Avengers: Endgame.

Gli eroi Marvel affrontano lo sconvolgente evento nel loro mondo aiutando gli altri, non nel modo spettacolare a cui siamo abituati ma in una maniera più intima, più vera. Natasha collabora con altri eroi per monitorare la situazione sulla Terra e su altri pianeti, Steve mette su un piccolo gruppo di supporto per le persone che non riescono a farcela da sole.

Certo, noi non siamo in grado di comunicare attraverso le galassie, ma abbiamo comunque eroi nella vita reale che lavorano in ospedali, forze dell’ordine, esercito, negozi ed attività essenziali che hanno messo a rischio la loro stessa vita per salvare la nostra in una vera e propria corsa contro il tempo per fermare un nemico sconosciuto che sembra inarrestabile.

Il mantra di Captain America durante il film, nato da una frase di Tony Stark (Robert Downey Jr.), è ciò per cui gli eroi lottano. A qualunque costo. Anche le parole del monologo finale di Iron Man risuonano familiari nel nostro mondo, nel quale dovremo lavorare per ripristinare “una versione normale del pianeta, sempre che sia mai esistita”. Tutto andrà come deve andare. Ti amo 3000.

Insieme, ce la faremo.

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