Dopo la continua avanzata dei tedeschi in Europa e l’attacco dei giapponesi a Pearl Harbor, anche gli americani scendono in guerra. Non ostate la promessa del Presidente Roosevelt di non coinvolgere più i suoi cittadini in guerre d’oltre oceano il popolo si sente preso in causa.

Così gli alleati trovano un nuovo compagno. Ma ora la domanda è come tenere vivo l’appoggio ed il supporto dei cittadini ai soldati e all’amministrazione? Propaganda. La risposta è con la propaganda. E come unire di più le persone, e soprattutto i giovani, se non con un supereroe che porta il nome della nazione dove sei cresciuto, della nazione che ami e per la quale andrai a combattere o spenderai i tuoi soldi. Nasce così, dalla penna di Jack Kirby e Joe Simon, pubblicato dalla Timely Comics (ora Marvel Comics), lo spettacolare Captain America.

Il personaggio si guadagna presto un posto nella cultura americana, ma, una volta finita la guerra, sembra che le persone se ne siano dimenticate. Non ostate un tentativo di rilancio come cacciatore di comunisti all’inizio della guerra fredda dovremmo aspettare l’intervento di Stan Lee per rivederlo nelle mani degli americani.

Nel 1964, quest’ultimo, decise di riesumare il personaggio e di cambiare alcune cose. Lasciò da parte tutti quei dettagli nazionalisti rimasti dalla guerra dandogli così una nuova personalità, più sensibile e più umana. Lo rese, inoltre, protagonista di storie di denuncia sociale rendendolo l’incarnazione della coscienza dell’America. Infine decise di inserire Captain America nel nuovissimo gruppo degli Avengers.

Avengers: Endgame': Must-see photos of Chris Evans as Captain America

Ovviamente, visto il grande successo con gli Avengers e del suo fumetto personale, il personaggio accumula sempre più popolarità. Incontriamo, inoltre, dei nemici storici, come Teschio Rosso, e degli amici sia vecchi che nuovi, Bucky Barnes (aka Winter Soldier) e Sam Wilson (aka Falcon). Viene creata così una delle sage più belle e remunerative della Marvel Comics, e successivamente del Marvel Universe Disney. Ovviamente la storia fumettistica va avanti e continua fino ad oggi, inserendo Cap in sage nuove come Marvel NOW! e All New All Different.

Una cosa va detta prima di parlare del successo degli ultimi anni di Steve Rogers sul grande schermo: non è con la Disney che il personaggio sbarca ad Hollywood. Infatti, nel 1944, la Republic Pictures crea un serial cinematografico, ovvero ciò che noi oggi definiremmo una serie tv. “Il ritorno di Captain America” ebbe un discreto successo e fu il progetto più costoso della casa di produzione americana. C’è da dire che la storia e i personaggi, compreso lo stesso Cap, erano molto diversi dai fumetti. Probabilmente all’epoca sembrava difficile e poco remunerativo lavorare su una vera e propria storia di supereroi. Perciò molti elementi furono cambiati, inoltre la zona di distribuzione si limitava agli Stati Uniti  ma non ostante ciò ebbe un discreto successo.

L’idea di una trasposizione del personaggio al cinema non è stata ancora scartata. Difatti, nel 1990, viene creato un lungometraggio. Il film, diretto da Albert Pyun, intitolato “Captain America” non riscuote il successo sperato, ne da parte del pubblico ne dalla critica. Così bisogna aspettare che la Disney acquisti i Marvel Studios dando la possibilità a Kevin Feige di produrre uno dei capisaldi dell’Universo Cinematografico Marvel. Con un incasso totale di 370 596 774 $, “Captain America – Il primo Vendicatore”, getta le basi per quello che sara il progetto Avengers.

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