Durante la terza discussione dell’anno tra gli azionisti e gli investitori della The Walt Disney Company, il CEO Bob Chapek ha annunciato che Mulan salterà la distribuzione cinematografica e verrà distribuito dal 4 settembre su Disney+ in una sezione premium, che permetterà il noleggio del film a €21.99 (negli USA il prezzo è di $29.99) a tempo indeterminato.

La reazione del web è stata abbastanza divisiva: c’è chi ritiene sia decisamente troppo, e chi invece la vede come una buona offerta. Nel nostro nuovo speciale, proviamo a spiegare in che modo il noleggio premium di Mulan potrebbe rivelarsi una carta vincente e anticipare il destino dei film dei Marvel Studios, in particolare quello di Black Widow.

Lo scorso marzo, quando il virus ha iniziato a diffondersi nel mondo e le major cinematografiche hanno deciso di posticipare sempre più film all’inverno o addirittura al prossimo anno, alcuni insider americani avevano riportato l’intenzione di Warner Bros.Disney di distribuire alcuni dei propri film in PVOD (premium video on demand, un noleggio a pagamento con un termine di scadenza di 24 o 48 ore).

La Universal Pictures è stata la prima casa di produzione a muoversi in questo ambiente proponendo Trolls: World Tour ad un prezzo di $19.99 per 48 ore: una mossa vincente, che ha permesso alla major di recuperare parzialmente i costi di produzione (con un incasso che ammonta a circa $95 milioni, a fronte di un budget di $120 milioni). Altri film hanno seguito la stessa strada, da L’uomo invisibile ad EmmaThe Hunt, e tutti hanno riscosso un discreto successo. Certo, neanche lontanamente simile all’incasso che sarebbe derivato da una distribuzione cinematografica, ma è un buon inizio.

I rumor riguardanti Warner Bros. e Disney erano stati smentiti al tempo, ma la notizia delle ultime ore ha sconvolto gran parte del pubblico. La Disney metterà a disposizione un’intera sezione premium su Disney+ e proporrà Mulan, uno dei blockbuster su cui puntava di più (e che, tra spese di produzione e di marketing, era arrivato a quota $400 milioni), a noleggio al costo di $29.99 per un tempo indeterminato, finché dura l’abbonamento al servizio. Si tratta certamente di un prezzo impegnativo, ma non del tutto insensato: considerando l’importanza del film, il suo costo massiccio e il bisogno di nuovi contenuti e iscritti per la piattaforma di streaming, un prezzo simile è giustificato dalle circostanze.

La mossa non è senza precedenti; già il servizio ESPN+, sempre di proprietà della Disney, propone al pubblico americano partite di football che vanno dai 65 agli 85 dollari, in aggiunta al pagamento del servizio di 5 dollari. Qui viene proposto un comportamento simile: bisogna avere un abbonamento a Disney+ per poter noleggiare Mulan al costo stabilito, ma lo si può riguardare più e più volte a piacimento, finché dura l’iscrizione alla piattaforma. È qui che sta la vera differenza tra un normale store digitale e la piattaforma di streaming della Casa di Topolino.

MULAN (2020) – La petite Lumière

Durante la conference call, il CEO della Disney Bob Chapek ha spiegato che il formato premium di film su Disney+ non sarà una nuova strategia di distribuzione, ma un esperimento legato alla richiesta di nuovi contenuti e alle necessità di distribuire un film come Mulan. Il presidente specifica che la compagnia starà molto attenta al trending delle vendite e che, in caso di successo per la pellicola, altri film potrebbero seguire lo stesso percorso.

Un’affermazione senza dubbio ambigua, ma prevedibile. In pratica tutte le major stanno provando a riavviare il proprio mercato, in attesa che la situazione sanitaria negli USA e nel resto del mondo migliori. Ogni casa di produzione propone un film e analizza i risultati, verificando l’efficacia della strategia attuata. La Universal lo ha fatto con Trolls: World Tour (e forse lo ripeterà con 007: No Time To Die), la Disney proverà con Mulan e la Warner Bros. starà a guardare in attesa di una decisione per Wonder Woman 1984, dopo aver sperimentato una release compartimentata per Tenet.

Disney's Bob Iger says “a few more” upcoming movies are likely to ...

Nel corso della pandemia globale, la Disney è stata costretta a modificare la propria strategia di distribuzione, spostando pellicole quali l’adattamento cinematografico di Artemis Fowl, la versione filmata del musical Hamilton e il prossimo The One and Only Ivan sulla piattaforma di streaming. Ogni film ha riscosso un notevole successo, portando la major a spingersi ancora più avanti e proponendo Mulan a noleggio premium.

L’ex presidente Bob Iger aveva anticipato una strategia di analisi e di attesa per la major, spiegando che la Disney stava prendendo in considerazione caso per caso e decidendo il destino di ogni pellicola. In base al successo di Mulan, è possibile che la compagnia decida di portare sulla piattaforma altri titoli a noleggio premium: stiamo parlando di pellicole quali The New MutantsLa vita straordinaria di David CopperfieldThe King’s Man o, addirittura, Black Widow.

È interessante notare che, entro novembre, Disney+ verrà lanciato anche in America Latina, segnando la propria presenza in tutti i maggiori mercati giusto in tempo per l’arrivo di Black Widow. Di sicuro, la compagnia non sta lavorando ad un’intera sezione premium sulla piattaforma per lanciare solo un film.

Nonostante il prezzo di quasi 30 dollari possa apparire alto, soprattutto alla luce dei livelli di recessione e disoccupazione resi noti negli scorsi mesi, è anche vero che il bacino di utenza di Disney+ (60.5 milioni di registrati) è decisamente interessato a queste produzioni. Non è chiaro al momento se il debutto virtuale di Mulan riguarderà esclusivamente gli Stati Uniti e i mercati più problematici, ma è possibile che anche in Italia possa esserci una diffusione streaming.

La svolta in tale senso arriva a pochi giorni dalla firma di un accordo altrettanto rivoluzionario fra la Universal e AMC, una delle maggiori catene di cinema degli Stati Uniti, che permette ad alcuni titoli di debuttare in digitale appena 17 giorni dopo il primo passaggio in sala. D’altronde, i dati di mercati come la Cina e pure il nostro paese, dove le sale hanno riaperto quasi in toto, dimostrano che il pubblico si avvicina ancora con cautela a questi luoghi, il che potrebbe portare a svolte rivoluzionarie per quanto riguarda la fruizione dei film.

Sono in molti a pensare che il prezzo sia esagerato, o che l’arrivo in streaming rappresenti “la morte del cinema”, ma in realtà si tratta di una naturale evoluzione del settore. La caratteristica principale del cinema è la sua capacità di evolversi e adattarsi con il passare del tempo, che riguardi le tecniche adottate per mettere in scena una storia o le strategie di rilascio di una pellicola ultimata.

Ovviamente il panorama degli ultimi anni ha visto la crescita di piattaforme come NetflixPrime Video, che ci hanno abituati a costi minimi e ad un catalogo immenso e disponibile già da subito. Quello che la Disney sta cercando di fare è di creare una propria strategia, un comportamento che sia immediatamente riconoscibile.

È iniziato con il rilascio settimanale degli episodi di The Mandalorian (che sostituisce il tanto discusso binge-watching promosso da Netflix), ed è continuato con l’eliminazione del periodo gratuito di prova per i nuovi iscritti. Il prossimo passo è quello di vendere film evento, come sarà Mulan o come potrebbe essere Black Widow, ad un prezzo più alto e con una modalità senza scadenza, per distinguere i propri blockbuster da una normale vendita di film sugli store digitali. Una mossa impegnativa, che porterà a risultati inaspettati.

Ovviamente, vi terremo aggiornati sulla questione. Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti e sui nostri canali social!

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