La fine è parte del viaggio.

Avengers: Endgame è il film più maturo della cinematografia Marvel; si distingue per le atmosfere più cupe, evidenziate anche da una fotografia più realistica e dai toni più freddi.

Le vicende si svolgono cinque anni dopo gli eventi di Avengers: Infinity War, ritroviamo i nostri eroi che hanno affrontato, ognuno in maniera diversa, le conseguenze del precedente scontro con Thanos (Josh Brolin).

Qualcuno come Tony Stark (Robert Downey Jr.) è riuscito ad andare avanti e a costruirsi una vita diversa; Natasha Romanoff (Scarlet Johansson) appare rassegnata alla nuova realtà ed è preoccupata per l’amico  e compagno d’armi Clint Barton (Jeremy Renner) che, particolarmente segnato dagli sconvolgimenti causati dal Titano, ha reagito con rabbia; e se Steve Rogers (Chris Evans) sembra nutrire ancora una qualche speranza; Thor (Chris Hemsworth), che con gli asgardiani superstiti ha trovato rifugio in uno sperduto villaggio di pescatori, appare invece completamente sopraffatto dagli eventi del precedente capitolo. Infine Bruce Banner (Mark Ruffalo) è riuscito a conciliarsi con Hulk, instaurando una simbiosi tra lo scienziato e la “cosa verde”.

Inaspettatamente sarà Scott Lang (Paul Rudd), ad offrire una possibile soluzione, che porterà i nostri eroi a ripercorrere, non solo metaforicamente, le strade che li hanno traghettati fino a questo ultimo capitolo; dovranno affrontare i propri demoni, i fantasmi, e si troveranno di fronte a scelte difficili.

Grazie alla rivelazione del regno quantico Stark riuscirà a rendere possibile navigare il tempo. Quel che Resta dei Vendicatori a cui si uniscono Nebula e Rocket torneranno nel passato per recuperare le gemme dell’infinito, che nel presente sono state distrutte da Thanos.

Così Captain America, Hulk, Iron Man e Ant-Man torneranno indietro nel 2012, durante l’invasione di New York da parte dei Chitauri per recuperare rispettivamente le gemme della Mente,la gemma del tempo e la gemma del potere. Ma mentre Cap e Banner riusciranno nella loro missione, Tony e Scott si lasceranno scappare Loki con il Tesseract, ciò costringerà Captain America e Iron-Man a un ulteriore viaggio nel tempo nel 1970 alla base dello S.H.I.E.L.D. dove infine riusciranno a recuperare la gemma del potere.

Thor e Rocket torneranno all’Asgard del 2013 per recuperare la gemma della realtà che in quel momento era in possesso di Jane Foster.

Rhodes, Nebula, Natasha e Clint torneranno invece nel 2014; i primi due si recheranno su Morag il pianeta su cui si trovava la gemma dello spazio per sottrarla a Star Lord che l’ha appena rubata. Occhio di falco e Vedova nera si recheranno invece su Voromir per ottenere la gemma dell’anima, gemma che però richiede che venga pagato un tributo. Natasha sacrificherà la sua vita per permettere a Clint di avere la gemma.

Contemporaneamente Thanos riuscirà però a catturare Nebula e scoprire l’intento degli Avengers, farà scambiare la Nebula del suo tempo con la nebula del presente per poter ottenere senza fatica tutte e sei le gemme dell’infinito e sterminare stavolta ogni forma di vita.

Tornati nel presente, gli eroi ignari che tra di loro si nasconda un traditore, fanno indossare il guanto ad Hulk per riportare in vita tutti coloro che lo schiocco delle dita del titano aveva polverizzato. Ma non appena la missione è compiuta, Nebula aprirà le porte del presente al Thanos del passato che giungerà sulla terra assieme ad un orda di navi dell’Ordine Nero.

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Abbandonati i toni a tratti intimisti, la trama volge ad un finale epico, dove i protagonisti tornano a vestire i panni degli eroi. Lo scontro che vedrà coinvolti tutti i supereroi dell’Universo Cinematografico Marvel contro Thanos e l’esercito dell’Ordine Nero. Niente è scontato e il film riserverà ancora colpi di scena, prima che si giunga alla parola fine.

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Il tema di fondo è il cambiamento, la presa di coscienza dei personaggi, che restituisce loro un’inedita consapevolezza di se stessi. Ciò rende gli argomenti trattati insolitamente profondi per un cinecomic, dimostrando come sia possibile confezionare un prodotto commerciale che riesca anche a veicolare delle riflessioni niente affatto scontate.

Avengers: Endgame segna sicuramente la fine di un percorso narrativo durato undici anni, ma contemporaneamente getta le basi per una nuova fase del MCU che si preannuncia altrettanto entusiasmante.

La scelta coraggiosa della Marvel di rimescolare le carte in tavola e cambiare una squadra vincente per prepararsi a proporre nuovi progetti, risulta necessaria per scongiurare quello che è stato l’errore di altri cinecomics, non riuscire ad affrontare il cambiamento e limitarsi a riproporre invariati i cliché dei protagonisti decretandone così il fallimento.

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