Mark Ruffalo rivela un interessante retroscena dello scontro tra l’ex capo di Marvel Entertainment e il presidente dei Marvel Studios.

Durante un’intervista con The Indipendent, Mark Ruffalo (interprete di Bruce Banner/Hulk) ha raccontato un episodio occorso nel lontano 2012, durante le riprese di The Avengers; l’attuale presidente dei Marvel Studios Kevin Feige, era pronto ad abbandonare il suo ruolo e tutto l’MCU se le cose non fossero cambiate, a causa dell’ex dirigente di Marvel Entertainment Isaac “Ike” Perlmutter.

Eravamo sul set del primo Avengers, e Kevin si è avvicinato a me dicendomi: “Senti, potrei non esserci domani. Ike sta davvero facendo pressione, crede che nessuno andrebbe a vedere un film su un supereroe nero o donna. Ci saranno delle riunioni alla Disney, spero appoggino il mio punto di vista, quindi se domani sarò qui significa che ho vinto una battaglia. Ma se non sarà così, sono pronto ad andarmene”.

Ricordo che, in quel periodo, Kevin era davvero stressato. I dirigenti della Disney se ne erano accorti, e siccome era il creativo più di valore ai Marvel Studios cercavano di fare di tutto per farlo stare meglio. È migliorato solo quando Perlmutter se ne è andato (ride).

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Politicamente vicino a Donald Trump, di cui ha sostenuto economicamente la campagna elettorale, Perlmutter si è a lungo opposto alla politica inclusiva di Feige, che avrebbe voluto introdurre supereroi di colore, supereroi donna e supereroi LGBT. Tra i due si sono verificati scontri per lungo tempo, che hanno tirato in ballo anche i piani alti di The Walt Disney Company. Alla fine Feige vinse quella battaglia, come dimostra il fatto che sia ancora a capo dei Marvel Studios e che lo scorso anno sia stato promosso a Chief Creative Officer di tutta la Marvel. Inoltre, è dal 2015 che Feige non dipende più da Perlmutter in quanto la supervisione dei Marvel Studios è passata direttamente al presidente dei Walt Disney Studios, Alan Horn.

Oggi, i nuovi film dell’Universo Cinematografico Marvel portano con sé molti esempi di questa politica di inclusione; oltre all’attesissimo film dedicato a Vedova Nera, sono in arrivo Eternals, dove apparirà il primo supereroe apertamente omosessuale, e Shang-Chi and the Legend of Ten Rings, il cui cast è composto principalmente da attori di origine asiatica. Inoltre, sono state annunciate serie televisive dedicate a She-Hulk e Ms. Marvel, quest’ultima alias della giovane di origine pachistana Khamala Khan.

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Marvel Comics da sempre ha trattato il tema della diversità lanciando un messaggio inclusivo. Il tema di fondo delle storie degli X-Men è proprio la discriminazione generata dalla paura dei mutanti, iperbole del razzismo radicato nella cultura americana. Molti sono i personaggi appartenenti a minoranze etniche o culturali, scelta dovuta sì a ragioni di marketing, al fine di ampliare il target del proprio pubblico, ma che ha portato la casa delle idee ad affrontare problemi razziali e di genere (alcuni esempi: Magneto è un ebreo sopravvissuto ai campi di sterminio; Black Panther e Tempesta sono tra i primi supereroi di colore nei fumetti; Luke Cage è stato il primo eroe afroamericano ad avere una propria testata; Northstar, membro della canadese Alpha Flight, è dichiaratamente omosessuale).

Dall’inizio del nuovo millennio, complice anche l’avvicinamento al fumetto supereroistico di un più largo pubblico femminile, la Marvel ha progressivamente reso le proprie eroine più emancipate. Ha raccontato la gravidanza dovuta ad inseminazione artificiale di Jessica Drew/Spider-Woman e la sua successiva esperienza di neo mamma, mentre per alcuni personaggi è stata anche intrapresa la scelta di far raccogliere l’eredita di supereroi maschi a delle donne (è il caso di Captain Marvel/Carol Danvers e Thor/Jane Foster). L’intento di creare personaggi in cui i propri lettori si potessero identificare ha portato la Marvel a creare un universo che rispecchia a pieno il melting pot di cui è formata la società americana ed il conseguente messaggio di inclusione.

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Anche l’Universo Cinematografico Marvel ha intrapreso lo stesso percorso del progenitore cartaceo, cercando di creare un mondo in cui la diversità fosse rappresentata in maniera inclusiva. A testimoniare la progressiva emancipazione del genere femminile nelle pellicole targate Marvel Studios è sicuramente l’evoluzione del personaggio di Vedova Nera, che dalla boccoluta comparsa in Iron Man 2 nel corso dei film è riuscita a conquistare il ruolo di principale comprimaria ed a slegarsi dal cliché della piacente super eroina, fino a meritare un film interamente dedicato.

Sicuramente il film che con maggior successo è riuscito a incarnare questa visione di inclusione è Black Panther, grazie alla convincente interpretazione del compianto Chadwick Boseman, che riesce a trasformare una storia legata ad una minoranza etnica in un messaggio universale di fratellanza che prescinde dalla propria appartenenza etnica, religiosa, o di genere.

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