WandaVision apre nuovi orizzonti per il futuro dell’Universo Cinematografico Marvel.

Era il 25 agosto 2019 quando Kevin Feige (presidente dei Marvel Studios) e Matt Shakman (regista di WandaVision) hanno pranzato presso il lussuosissimo Club 33 al Disneyland Resort in compagnia di Dick Van Dyke, leggenda e icona della storia della televisione americana. «È stato incredibile», racconta Feige. «Ci siamo seduti e non sapevamo cosa dire, eravamo abbagliati dalla sua grandezza». Shakman, più diretto, aggiunge: «È stato il miglior pomeriggio della mia vita».

I due non si stavano solo godendo un pranzo con un arzillo vecchietto, ma stavano per iniziare la produzione di un’innovativa serie televisiva per Disney+ chiamata WandaVision — che Shakman descrive come “una lettera d’amore alla televisione americana” — e volevano ascoltare l’esperienza della star (ad oggi 93enne) riguardo l’iconica sit-com degli anni 60, The Dick Van Dyke Show.

Van Dyke ha raccontato loro della genesi dello show, nato dalla mente di Carl Reiner (uno dei giganti di Hollywood, scomparso all’inizio di quest’anno), e di come le riprese di fronte ad un pubblico dal vivo abbiano aiutato il cast e la troupe a raggiungere l’obiettivo. Nel frattempo, Feige gli ha svelato i primi dettagli sulla serie Marvel. «Ho cercato di spiegargli questa storia d’amore tra un robot e una strega e di come lei abbia dovuto uccidere lui perché un gigantesco alieno viola non si impossessasse di alcuni potentissimi artefatti per la conquista dell’universo», racconta ridendo. «Non credo abbia capito pienamente, ma sarebbe stato impossibile!».

Quando WandaVision arriverà sui nostri schermi, il 15 gennaio, tutto verrà chiarito. Ambientata dopo gli eventi del blockbuster del 2019 Avengers: Endgame, la serie — che renderà omaggio alle sit-com americane dagli anni ’50 ai primi del 2000 — esplora le avventure di Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen) e del suo innamorato, un androide di nome Visione (Paul Bettany). È vero, Visione è morto durante lo scontro finale in Avengers: Infinity War, e lo è ancora. Ma le regole possono essere flessibili quando uno dei due protagonisti è conosciuto con il nome di Strega Scarlatta. «Ciò che amo di Wanda nei fumetti, che è anche ciò che mi ha fatto accettare il ruolo, è che la Marvel mi ha promesso che il personaggio verrà esplorato a fondo» spiega la Olsen. «Lo abbiamo fatto nei film, anche se c’era poco tempo per via di tutti gli altri personaggi, ma in questa serie vedrete un meraviglioso sguardo sul suo passato e sulla sua mente».

Neanche una strega avrebbe potuto creare un tempismo così perfetto. Quando Disney+ è stato lanciato nel novembre 2019, c’erano parecchie serie televisive Marvel in cantiere, dedicate ad eroi secondari che non hanno potuto avere il giusto spazio nelle pellicole dell’Universo Cinematografico Marvel. Ed ora, grazie a questa nuova opportunità, i fan dell’MCU potranno guardare eroi come Falcon, il Soldato d’InvernoWandaVisioneLoki e tanti altri sotto forma di episodi settimanali.

The Falcon and the Winter Soldier — che richiedeva un complesso piano di riprese attraverso numerose città europee — doveva essere la prima serie ad uscire, ma l’emergenza sanitaria globale ha portato ad uno spostamento del calendario e ha permesso a WandaVision, già in fase avanzata di produzione, di prendere il primo posto. Ed è un’occasione perfetta: l’obiettivo della serie, infatti, è quello di cambiare il futuro della televisione rendendo omaggio al suo passato.

«Questa serie è complicata» spiega Mary Livanos, co-produttrice esecutiva. «Abbiamo fuso insieme la struttura narrativa e la spettacolarità dell’MCU con le sit-com familiari suburbane. Non tutti gli episodi hanno la stessa struttura, però. Ogni episodio porterà il pubblico a chiedersi quando sta succedendo tutto ciò, se è un esperimento di qualcuno o una trappola, una dimensione alternativa, o un’illusione creata dalla stessa Wanda. Pian piano, settimana dopo settimana, il mistero verrà svelato. Siamo emozionati per la possibilità di giocare con il mistero e la creatività che ci fornisce una piattaforma come Disney+, una cosa impossibile da fare al cinema».

Con i proventi dei parchi a tema Disneyland e Disney World, delle crociere e dei cinema temporaneamente sospesi a causa della pandemia, Disney+ è emerso come vincitore e ha permesso a The Walt Disney Company di continuare a guadagnare anche in un periodo difficile grazie ai suoi 73 milioni di iscritti (la compagnia aveva un obiettivo iniziale di 60-90 milioni nei primi 5 anni, un record infranto molto velocemente). The Mandalorian si è aggiudicata un Emmy Award per la miglior serie drama dell’anno, oltre ad altre 7 candidature, mentre i Marvel Studios si preparano ad entrare in angoli inesplorati dell’MCU con Ms. Marvel, She-Hulk e Moon Knight.

Feige ammette di essere cresciuto con “un amore spropositato per la televisione, forse più simile ad un’ossessione” per alcuni dei suoi personaggi preferiti provenienti da serie come Alice (1976) e La casa nella prateria (1974). «Lo streaming è al 100% il futuro e dove i consumatori vogliono vedere i contenuti. E spero che vorranno vedere le nostre serie. Un’esperienza come WandaVision è qualcosa che non si ottiene da un film. Si va nelle sale per progetti che non puoi vedere in streaming e usi lo streaming per cose che non puoi avere in una sala. E, ovviamente, tutto quello che viene distribuito nelle sale alla fine arriva in streaming».

Nel 2018 Bob Iger, CEO di The Walt Disney Company, ha chiesto a Feige di espandere la narrativa dell’MCU attraverso la piattaforma di streaming. A quell’epoca, Feige era nel pieno della post-produzione di Avengers: Endgame. «Io e il team creativo ci stavamo già interrogando sul futuro. Dove andranno questi personaggi? Quale futuro li aspetta? Disney+ è arrivato al momento più opportuno e ci ha permesso di addentrarci in nuovi territori. La possibilità di espanderci in televisione è stata pura adrenalina per noi».

Le prime serie si concentreranno su personaggi secondari, che non hanno avuto l’opportunità di stare in primo piano nei film. WandaVisione sono stati tra i primi ad essere scelti. «Elizabeth e Paul sono attori fantastici. Hanno fatto cose incredibili nel corso delle loro 4 apparizioni finora, ma non hanno mai avuto l’occasione di dominare la scena. C’era troppa carne al fuoco nei film. È stato divertente dedicare una storia interamente a loro, e al loro amore dannato».

Paul Bettany era convinto che la storia di Visione fosse finita con la sua morte, in Avengers: Infinity War. «Kevin mi ha chiamato insieme a Louis D’Esposito [vice-presidente dei Marvel Studios, ndr.] e io credevo mi dicessero qualcosa del tipo: “Ok, è stato divertente, ma ora è finita”. Invece mi hanno proposto questo progetto, descrivendolo come “folle ed intrigante”. E devo dirvelo, hanno assolutamente mantenuto la promessa».

«Kevin mi ha detto che volevano fondere insieme due storie famose dei fumetti», spiega Elizabeth Olsen. «Le abbiamo tenute come ispirazione, e abbiamo aggiunto tutto il background proveniente dall’MCU. Ero nervosa all’inizio. I film funzionano alla grande, ma in televisione è tutto diverso. E poi non sapevo come avrebbero fatto a connettere i due mezzi. Ma mi sono entusiasmata da morire quando mi hanno spiegato a fondo il progetto. La serie mostrerà anche le origini est-europee di Wanda, e di come la televisione americana sul mercato nero l’abbia influenzata… ma non posso svelarvi altro».

La storia ha iniziato a prendere forma quando la Livanos (direttrice di produzione dei Marvel Studios) ha ingaggiato Jac Schaeffer, già autore di Captain MarvelBlack Widow, come capo sceneggiatore. «Avevamo deciso di mettere Wanda e Visione in questo ambiente di sit-com, ma non avevamo ben capito come farlo finché Jac non è salito a bordo del progetto»Schaeffer aggiunge: «Ho sentito le loro idee e mi sono detto: “Ora devo entrare a fondo in questa storia”. E ho tirato fuori un qualcosa di unico e spettacolare, spero. Questi due personaggi hanno qualcosa di sincero tra loro, pur essendo profondamente diversi. Se li immergi in un mondo di sit-com, che sono notoriamente artificiose e ridicole, viene fuori un mix davvero interessante. Abbiamo cercato di infondere quel senso di casa e sicurezza in un ambiente che non gli appartiene per niente».

Schaeffer — grande amante di La famiglia BradyCasalingo SuperpiùGenitori in blue jeansCasa Keaton — si è ispirato a pilastri della televisione americana come Lucy ed ioIo e i miei tre figliPapà ha ragione, The Adventures of Ozzie and HarrietVita da strega e, ovviamente, The Dick Van Dyke Show. Il team ha incluso anche Friends e alcune delle serie più moderne come The OfficeModern Family30 RockParks and Recreation. E anche Gli amici di papà, in cui hanno recitato Mary-Kate e Ashley Olsen — le sorelle maggiori di Elizabeth.

WandaVision è stata annunciata durante il San Diego Comic-Con 2019, insieme a tutte le altre serie che hanno mandato in visibilio i fan dell’MCU. «Avevo tutti questi attori fantastici sul palco del SDCC», racconta Feige. «Ho pensato: “Ora ci dobbiamo guadagnare questi applausi, e dobbiamo consegnare al pubblico il miglior prodotto possibile”».

Il regista Matt Shakman, che da bambino ha recitato in serie come Il mio amico ArnoldL’albero delle mele, ha deciso subito che il primo episodio doveva essere girato di fronte ad un pubblico dal vivo. «Un’esperienza del genere aumenta moltissimo i tempi comici, aiuta gli attori ad immedesimarsi in ciò che stanno portando in vita, ed è molto divertente». Così, per due giorni nel novembre 2019, un ristretto gruppo di fortunati ha partecipato alle riprese in uno studio di Atlanta, dove era stato ricreato un perfetto ambiente anni ’50.

Bettany paragona l’esperienza al lavoro teatrale. «Lizzie, Kathryn ed io correvamo da una parte all’altra, ci scontravamo, giocavamo con gli oggetti di scena. È stato davvero emozionante, ma anche spaventoso, perché non eravamo abituati». Per aumentare il divertimento, la Olsen ha svelato che anche i membri della troupe si sono vestiti in stile anni ’50 sul set, e hanno usato telecamere e luci d’epoca. «Io e Paul eravamo davvero entusiasti di quei momenti. Ci guardavamo e pensavamo: “È troppo divertente, avremmo dovuto farlo sempre!”». Shakman ha chiesto agli attori di guardare le classiche sit-com americane per prepararsi al ruolo. «Non volevamo che sembrasse una parodia di quelle serie. Volevamo che fosse una di loro. Abbiamo usato attrezzi, luci, set d’epoca per assicurarci che tutto fosse autentico».

Bettany, che ha iniziato il suo ruolo nell’MCU come voce dell’intelligenza artificiale J.A.R.V.I.S. in Iron Man del 2008, ha affermato che il risultato è spettacolare. «La porzione dello show che si ispira alle sit-com è davvero uguale alle sit-com. Per il resto, non ho trovato differenze tra questa e una produzione cinematografica. Erano le stesse persone dei film Marvel che abbiamo girato in passato, hanno usato la stessa tecnica, gli stessi tempi. I confini tra cinema e televisione stanno scomparendo, e in questo prodotto è evidente».

Il team aveva pianificato una pausa dalle riprese per preparare i set successivi, ma l’emergenza sanitaria globale ha trasformato quella pausa in uno stop di circa 6 mesi. Il cast e la crew è tornato a Los Angeles a settembre, sotto rigidissimi protocolli sanitari, per continuare le riprese. «È strano essere diretti da qualcuno di cui non puoi neanche vedere il volto. È strano finire le riprese e rinchiudersi in camera, senza poter uscire con i colleghi», spiega Bettany. «Ma se questo è ciò che dobbiamo fare per continuare a lavorare, allora ben venga».

Per finire le riprese in tempo, la troupe ha lavorato 6 giorni a settimana per oltre due mesi. «Stiamo lavorando molto in fretta, ma non necessariamente è un male», racconta la Olsen. «La Marvel sa come produrre qualcosa in tempi ristretti, pur mantenendo alta la qualità. Abbiamo lavorato fino all’ultimo secondo».

Shakman è stato entusiasta di girare parte dello show nella leggendaria Blondie Street presso il Warner Bros. Ranch in Burbank, dove sono state girate alcune tra le sit-com più famose della storia (come Papà ha ragioneLa famiglia Partridge Vita da strega). È stato proprio lì che Shakman ha girato le sue scene da attore per Genitori in blue jeans. «È stato surreale», spiega Shakman. «Da ragazzino ci andavo in skateboard in quella via, e ora sono tornato per lavorare su un enorme e meraviglioso progetto Marvel. È stato commovente… e anche un po’ terapeutico».

Sono passati ben 18 mesi tra l’ultimo film dell’MCU, Spider-Man: Far From Home (uscito a luglio 2019), e l’inizio di WandaVision (a gennaio 2021). Feige non aveva previsto una pausa così lunga, ma è fiducioso nell’interesse crescente dei fan. «Credo che gli appassionati siano ancora più interessati di prima, e al pubblico più generale mancano i nostri supereroi. In questi mesi le attese sono cresciute a dismisura».

Feige vuole che le serie Disney+ siano attese dal pubblico tanto quanto i grossi blockbuster come Thor o i Guardiani della Galassia. «Il nostro team di marketing — le persone che hanno trasformato i nostri film in veri e propri eventi — stanno facendo lo stesso con le serie. Era un punto importante per noi quando abbiamo deciso di esplorare questi nuovi territori. Il fatto che ogni serie sia speciale e abbia il proprio tono ha aiutato tantissimo in questo. WandaVision avrà un tipo di narrazione, The Falcon and the Winter Soldier un altro, Ms. Marvel un altro ancora. Non voglio neanche svelare di cosa parla Loki!».

I primi segni di vittoria sono arrivati con il debutto del trailer ufficiale, che in sole 24 ore ha raccolto ben 56 milioni di visualizzazioni. Secondo gli analisti, è stato il trailer più visto di sempre per una serie destinata allo streaming, superando anche i dati di visualizzazione degli spot del Super Bowl di blockbuster come Black Widow e Mulan. «Quando il trailer è andato in onda, eravamo tornati sul set da un paio di settimane», racconta la Olsen. «Eravamo giù di morale per la pandemia ed esausti per i fumi degli incendi in California… ma vedere un’accoglienza così calorosa ha risollevato il morale di tutti sul set. Abbiamo ripreso le energie e siamo andati avanti».

Nonostante il trionfo e i grandi numeri, Feige tratta ogni progetto come se fosse l’ultimo. «Abbiamo iniziato come studio indipendente incaricato di produrre un film su Iron Man», spiega, «e ci siamo detti: “Se non ci riusciamo, chiuderemo. Non c’è una seconda possibilità”. Questo ci ha spinti a dedicarci ad ogni piccolo dettaglio, ed è il metodo che usiamo ancora oggi. Iniziamo ogni progetto pensando “Se va male chiudiamo”, perciò tentiamo ogni volta di dare il meglio che possiamo».

I produttori esecutivi di WandaVision sono Kevin FeigeLouis D’EspositoVictoria AlonsoMatt ShakmanJac Shaeffer. I co-produttori esecutivi sono Mary LivanosTrevor Waterson. Il direttore della fotografia è Jesse Hall (Grindhouse, Ghost in the Shell), Mark Worthington (Austin Powers in Goldmember, Watchmen) è il production designer insieme a Frédéric Amblard (Shutter Island, Guardiani della Galassia Vol. 2) come set designer. Mayes C. Rubeo (World War Z, Thor: Ragnarok) è la costume designer, mentre Christophe Beck (Frozen, Ant-Man and the Wasp) si occuperà della colonna sonora.

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