La nuova serie dei Marvel Studios inizia con un’incredibile sequenza d’azione e si focalizza sui problemi economici e i disturbi psicologici dei due protagonisti.

The Falcon and the Winter Soldier, la nuova serie televisiva prodotta dai Marvel Studios per la piattaforma di streaming Disney+, ha messo subito in mostra la spettacolare azione di cui l’MCU è capace, ma ha anche mostrato un tratto in comune con WandaVision: l’analisi del carattere e dell’umanità dei protagonisti. Questi show hanno il tempo per approfondire cosa significa “essere umani” in un mondo straordinario come quello dell’Universo Cinematografico Marvel.

L’introduzione della prima serie televisiva dei Marvel Studios su Disney+ sembrava fatta per spiazzare: era strano per moltissimi vedere Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen) nel ruolo di casalinga da sit-com. Viceversa, gli ingressi di Sam Wilson (Anthony Mackie) e Bucky Barnes (Sebastian Stan) sono stati più canonici. Falcon ha lottato nel cielo con Batroc il Saltatore (che ritorna da Captain America: The Winter Soldier), mentre Bucky ha sognato delle sue abilità da killer durante il periodo in cui era sotto il controllo dell’HYDRA. Ma ben presto, lo show ha lasciato da parte l’azione per portarci dentro la testa dei personaggi, che sono sì supereroi ma prima di tutto esseri umani, con problemi molto umani.

Falcon ha dovuto “appendere al chiodo” lo scudo di Captain America. Non lo sente suo, non gli appartiene. Ma non è la cosa più difficile che ha fatto in questa prima puntata. Infatti la sfida vera, il conflitto centrale è stato convincere la sorella minore (ma ora più vecchia di lui, dopo gli eventi di Avengers: Endgame) a non vendere la barca da pesca con cui i loro genitori si sono mantenuti per anni. Il business di famiglia è in bilico: durante i cinque anni in cui metà dell’universo non ha esistito i debiti si sono accumulati.

In maniera molto umana, hanno dovuto chiedere aiuto a una banca che non ha concesso loro il prestito, nonostante il commesso fosse un fan degli Avengers. Negli ultimi cinque anni Sam non ha avuto introiti. Ragionevole, visto che non esisteva. Ma è un’altra implicazione del Blip che sarebbe stata dimenticata nei film da due ore e che invece trova spazio qui. E inoltre sembra leggere fra le righe una generale avversione a sostenere i business afroamericani, un insolito commento sociale da parte della Marvel, che potrebbe essere approfondito maggiormente nelle prossime puntate dello show.

Una situazione molto diversa dal commento di Tony Stark (Robert Downey Jr.) in Avengers: Age of Ultron, quando indicando Cap aveva detto: «Uh, in realtà il capo è lui. Io sono solo quello che paga per tutto, che progetta tutto e fa sembrare tutti più affascinanti». Questa frase sembra uscita da un fumetto, la banca che non concede un mutuo sembra uno squarcio sulla realtà.

Dai trailer avevamo visto Bucky seduto davanti a una psicologa, ma non ci aspettavamo che la Marvel decidesse di prendersi così sul serio per quanto riguarda il trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) del Soldato d’Inverno. E molto probabilmente qualcosa di più: la mente ultracentenaria di Bucky è stata plagiata e manipolata per decenni, per poi subire in poco tempo tutto il trauma che Avengers: Infinity War e lo schiocco di Thanos (Josh Brolin) comportano. Chiunque avrebbe bisogno di una mano dopo averne passate così tante.

Invece di passarci sopra con qualche battuta sarcastica, la serie ha deciso di mostrarci il senso di colpa in maniera diretta ma senza sfociare nel melodramma. Dapprima lo vediamo aiutare il vecchio Yori in un vicolo, come faceva quasi un secolo fa con Steve Rogers (Chris Evans), poi l’anziano gli organizza un appuntamento romantico, a cui lui è impreparato dopo essere uscito dal “dating game” da almeno 80 anni. Ed è solo in questo momento che lo show sceglie di mostrarci che Yori è il padre di un innocente che lui ha ucciso durante il periodo da Winter Soldier.

Al termine di quest’arco narrativo non ci aspettiamo di vedere l’epico scontro a tre fra Bucky, Cap e Iron Man di Captain America: Civil War, quando Tony ha scoperto che il Soldato d’Inverno era responsabile della morte dei suoi genitori. Ci aspettiamo (e speriamo) di vedere un confronto fra l’ex supercattivo e l’uomo che è diventato.

Tutti ci aspettavano una serie completamente diversa da WandaVision. E in parte avevamo ragione. Ma una cosa le accumuna: al centro ci sono i problemi di Wanda, Sam e Bucky, non le gesta eroiche di Scarlet Witch, di Falcon e di Winter Soldier.

Se con Wanda abbiamo discusso per settimane di lutto e di come accettarlo, sembra che con questa nuova serie Marvel voglia farci parlare di responsabilità e del senso di colpa. Partendo dai problemi economici e da quelli psicologici e relazionali, le serie su Disney+ stanno trasformando l’MCU in un universo reale, per quanto continui a essere irrealistico (la fisica nello scontro aereo ci ha lasciati un po’ perplessi). E se anche in questo caso c’è il rischio che tutto si risolva con un super scontro spettacolare invece che emotivamente soddisfacente, adoriamo il fatto che Marvel ci stia provando.

Non possiamo che pensare che questo cambio di prospettiva sia dovuto al format seriale. Sebbene i toni non siano cupi come gli show Marvel su Netflix (soprattutto Daredevil e The Punisher), sembra che ci sia la stessa attenzione a raccontare sia l’eroe che la persona che c’è dietro. Una cosa che nei film i Marvel Studios hanno fatto poco, con l’unica eccezione di Spider-Man. Di solito infatti Tony Spark dichiara da subito di essere Iron Man e Ant-Man si ricorda della famiglia solo nei primi dieci e negli ultimi cinque minuti dei film. Nelle prime due serie Marvel su Disney+ l’essere umani è al centro della vicenda tanto quanto l’essere eroi.

The Falcon and the Winter Soldier: la trama della nuova serie Marvel

The Falcon and the Winter Soldier, la nuova serie dei Marvel Studios creata in esclusiva per Disney+, ha per protagonisti Anthony Mackie nel ruolo di Sam Wilson e Sebastian Stan in quello di Bucky Barnes. Daniel Brühl riprenderà il suo ruolo di Helmut Zemo da Captain America: Civil War, mentre Emily VanCamp tornerà a vestire i panni di Sharon Carter da Captain America: The Winter Soldier.

Marvel Studios’ The Falcon and the Winter Soldier racconta le conseguenze di Avengers: Endgame, in cui Sam Wilson/Falcon e Bucky Barnes/Winter Soldier si alleano in un’avventura intorno al mondo che mette alla prova le loro abilità… e la loro pazienza. La serie è diretta da Kari Skogland, mentre Malcolm Spellman è a capo degli sceneggiatori. Henry Jackman è il compositore della colonna sonora. Composta da 6 episodiThe Falcon and the Winter Soldier prenderà il via su Disney+ dal 19 marzo 2021.

The Falcon and the Winter Soldier è una serie di 6 episodi prodotta dai Marvel Studios, in streaming su Disney+ dal 19 marzo 2021.

Nel cast tornano Anthony Mackie (Sam Wilson/Falcon), Sebastian Stan (Bucky Barnes/Soldato d’Inverno), Daniel Brühl (Helmut Zemo), Emily VanCamp (Sharon Carter/Agente 13), Don Cheadle (James Rhodes/War Machine), Florence Pugh (Yelena Belova) e Georges St-Pierre (George Batroc), insieme alle new entry Wyatt Russell (John Walker/US Agent), Clé Bennet (Lemar Hoskins/Battlestar), Elijah Richardson (Eli Bradley/Patriot) ed Erin Kellyman (Karli Morgenthau/Flag-Smasher). Il resto del cast include Desmond Chiam, Danny Ramirez, Adepero Oduye, Miki Ishikawa e Neal Kodinsky.

Questa la sinossi ufficiale:
«Marvel Studios’ The Falcon and the Winter Soldier racconta le conseguenze di Avengers: Endgame, in cui Sam Wilson/Falcon e Bucky Barnes/Winter Soldier si alleano in un’avventura intorno al mondo che mette alla prova le loro abilità… e la loro pazienza».

Kari Skogland alla regia, Malcolm Spellman a capo degli sceneggiatori.

The Falcon and the Winter Soldier fa parte della Fase 4 dell’Universo Cinematografico Marvel. Leggi il nostro speciale!

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